ARTE PUBBLICA MILANO

ARTE PUBBLICA MILANO

Il termine Public Art nasce alla fine degli anni Sessanta per indicare sculture e/o installazioni collocate all'esterno e in spazi pubblici.
Con la denominazione di arte pubblica (in inglese, Public Art) si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.
Tuttavia il termine, grazie alla sua intrinseca ambiguita', ha assunto una molteplicita' di sfumature e connotazioni che comprendono una vasta gamma di interventi nel pubblico e con il pubblico.
Portare l'arte sul territorio pubblico rappresenta l'occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l'ambiente cittadino.
La crisi della città come sistema unitario sollecita negli anni sessanta nuova attenzione da parte degli artisti, facendo scaturire la necessità di restituire senso al progetto pensato per essa. In ritardo rispetto all’urbanistica, l’arte prende atto del radicale mutamento di un contesto in cui per secoliARTE PUBBLICA IN ITALIA era stata collocata, alla stregua di un museo a cielo aperto.
Le opere sono pensate appositamente per il luogo, ossia sono site-specific, e non sono staccate da esso da alcun piedistallo: l'arte pubblica inizia infatti ad essere realizzata a partire dagli anni settanta, nel momento della crisi della concezione urbanistica moderna, e si allontana dall'idea di monumento in quanto ha fini comunicativi e mai celebrativi.
"Alla base della Public Art sta il concetto di arte come forma comunicativa (si parla anche di social art o community art), specchio della molteplicità delle relazioni collettive, strumento di incentivazione e mediazione della genesi di aggregazione comunitaria, in grado di svolgere un ruolo attivo nelle dinamiche culturali e sociali del luogo in cui si colloca, arte che di quel luogo deve preservare la specificità, la storia, la memoria, il significato conferitogli dalla gente che lo frequenta, i contenuti simbolici o psicologici: sotto questo punto di vista, la Public Art si identifica come efficace mezzo per una riqualificazione non solo del territorio ma anche della vita relazionale della collettività che lo abita".
La public art è divenuta quindi un campo molto vasto che arriva a definire una possibile zona di co-progettazione fra l'arte, l'architettura, l'urban design, il landscape e l'interaction design. Analizzando testi teorici, esperienze d'artisti e committenze, l'autrice ripercorre l'arte pubblica nelle sue tappe storiche e critiche fondamentali: il monumento come opera astratta collocata nello spazio urbano; il site-specific degli anni '60,che ritrova il nesso mancante con il luogo; le pratiche artistiche che dagli anni '80 ad oggi hanno messo al centro il rapporto con il pubblico. Queste si scindono fra ruolo militante dell'artista sul territorio conflittuale delle trasformazioni sociali e utilizzo dell'arte pubblica come motore d'intrattenimento e attrazione economica in grandi progetti di riqualificazione urbana.
Se e' impossibile dare un'univoca definizione di Public Art, e forse poco importante, si possono pero' tracciare alcuni parametri di riferimento. Il luogo innanzi tutto: un luogo pubblico appartiene alla collettivita', e' accessibile ad una larga maggioranza di persone ed e' aperto a molteplici modi d'uso e di senso. In esso non si assumono ruoli predefiniti che condizionano la visione, come nel Museo.
In questo panorama emergono modalità teoriche e operative di intervento maggiormente orientate a cogliere nella definizione di “pubblico”, propria del termine public art, non soltanto un’indicazione di luogo, quanto la dimensione sociale e politica di un vivere collettivo diversificato e complesso.
Ma non e' solo questione di luogo, perché se cosi' fosse si confonderebbe una possibilita' dell'arte con il design funzionale. Infatti fondamentali sono le funzioni e il ruolo di cui il lavoro intende farsi carico e le modalita' secondo cui instaura un rapporto con il luogo.
La ridefinizione di un’arte “pubblicaarte pubblica o public art (art public) coincide pertanto non solo con la ridefinizione dello statuto stesso di opera d’arte, ma della stessa nozione di “pubblico”. Ne consegue un diverso atteggiamento e una maggiore responsabilità da parte degli artisti e degli operatori nell’affrontare il complesso reticolo di rapporti che si articolano nello spazio “pubblico”.
Si può forse ARTE PUBBLICA IN ITALIAdire che un lavoro ha la possibilità di essere pubblico quando riesce a comunicare contenuti accessibili alla comunità alla quale decide di parlare e non si ferma a questioni puramente linguistiche.
Se in alcuni paesi degli Stati Uniti, e in altri paesi europei sono da tempo avviati programmi e politiche rivolti a promuovere progetti artistici nel territorio, solo negli anni novanta in Italia si manifesta una rinnovata sensibilità intorno a questi temi. Nel corso di un breve arco temporale, nascono e si sviluppano numerosi progetti artistici che coinvolgono da vicino gli attori che delineano la fisionomia dello spazio pubblico.
L’arte contemporanea si rivela infatti uno degli strumenti più efficaci e visibili delle recenti strategie di promozione del patrimonio locale, sempre più spesso inserita nelle politiche turistiche e di marketing culturale di un numero ampio di amministrazioni, o chiamata in causa come protesi dell’architettura o del ridisegno urbano. Tuttavia, libero da protocolli disciplinari rigidi, il progetto d’arte contemporanea si dimostra in molti casi uno strumento critico e al contempo flessibile, capace di dialogare con la progettazione e i processi di rigenerazione urbana e di svolgere, in questo contesto, da un lato un ruolo propositivo per la comunità, e, dall’altro, una funzione di supporto per i soggetti interessati (amministratori pubblici, urbanisti, progettisti ecc.) fornendo dati preziosi per la lettura del territorio. Un’arte insomma, in grado di misurarsi con metodologie che promuovono una riattivazione sociale attraverso strumenti innovativi caratterizzati da un atteggiamento ricettivo nei confronti di comportamenti, contenuti e cornici relazionali e culturali.

The term public art properly refers to works of art in any media that has been planned and executed with the specific intention of being sited or staged in the physical public domain, usually outside and accessible to all. The term is especially significant within the art world, amongst curators, commissioning bodies and practitioners of public art, to whom it signifies a particular working practice, often with implications of site specificity, community involvement and collaboration. The term is sometimes also applied to include any art which is exhibited in a public space including publicly accessible buildings.
The scope of public art
Monuments, memorials and civic statuary are perhaps the oldest and most obvious form of officially sanctioned public art, although it could be said that architectural detail and even architecture itself is more widespread and fulfills the definition of public art. Increasingly most aspects of the built environment are seen as legitimate candidates for consideration as, or location for, public art, including, street furniture, lighting and graffiti. Public art is not confined to physical objects; dance, procession, street theatre even poetry have proponents that specialize in public art.
La JoARTE PUBBLICA IN ITALIAute by Jean-Paul Riopelle, an outdoor kinetic sculpture installation with fire jets, fog machines, and a fountain in Montreal.
Sculpture intended as public art is often constructed of durable, easily cared-for material, to avoid the worst effects of the elements and vandalism; however, many works are intended to have only a temporary existence and are made of more ephemeral materials. Permanent works are sometimes integrated with architecture and landscaping in the creation or renovation of buildings and sites,an especially important example being the programme developed in the new city of Milton Keynes, England.
Some artists working in this discipline use the freedom afforded by an outdoor site to create very large works that would be unfeasible in a gallery, for instance Richard Long's three week walk, entitled "The Path Is the Place in the Line". Amongst the works of the last thirty years that have met greatest critical and popular acclaim are pieces by Christo, Robert Smithson, Andy Goldsworthy, and Anthony Gormley where the artwork reacts to or incorporates its environment.
Artists making Public art range from the greatest masters such as Michelangelo, Pablo Picasso, and Joan Miró, to those who specialize in public art such as Claes Oldenburg and Pierre Granche, to anonymous artists who make surreptitious interventions.
Interactive public art
Some forms of public art are designed to encourage audience participation in a hands-on way. Examples include public art installed at hands-on science museums such as the main architectural centerpiece out in front of the Ontario Science Centre. This permanently installed artwork is a fountain that is also a musical instrument (hydraulophone) that members of the public can play at any time of the day or night. Members of the public interact with the work by blocking water jets to force water through various sound-producing mechanisms inside the sculpture.
Percent for art
Public art is usually installed with the authorization and collaboration of the government or company that owns or administers the space. Some governments actively encourage the creation of public art, for example, budgeting for artworks in new buildings by implementing a Percent for Art policy. 1% of the construction cost for art is a standard, but the amount varies widely from place to place. Administration and maintenance costs are sometimes withdrawn before the money is distributed for art (City of Los Angeles for example). Many locales have "general funds" that fund temporary programs and performances of a cultural nature rather than insisting on project-related commissions. The majority of European countries, Australia and many cities and states in the USA, have percent for art programs. This requirement is implemented in a variety of ways. The government of Quebec requires that the budget for all new publicly funded buildings set aside 1% for artwork. New York City has a law that requires that no less than 1% of the first twenty million dollars, plus no less than one half of 1% of the amount exceeding twenty million dollars be allocated for art work in any public building that is owned by the city. The maximum allocation for any commission in New York is $400,000.[1]
In contrast, the city of Toronto requires that 1% all of construction costs be set aside for public art, with no set upper limit (although in some circumstances, the municipality and the developer might negotiate a maximum amount). In the United Kingdom percent for art is discretionary for local authorities, who implement it under the broader terms of a section 106 agreement otherwise known as 'planning gain', in practice it is negotiable, and seldom ever reaches a full 1%, where it is implemented at all. A percent for art scheme exists in Ireland and is widely implemented by many local authorities.
Guerrilla art in New York
Arts Queensland, Australia supports a new policy (2008) for 'art + place' with a budget provided by state government and a curatorial advisory committee. It replaces the previous 'art built-in' 2005–2007.
Public art and politics
Public art has often been used fARTE PUBBLICA IN ITALIAor political ends. The most extreme and widely discussed manifestations of this remain the use of art as propaganda within totalitarian regimes coupled with simultaneous suppression of dissent. The approach to art seen in Stalin's Soviet Union and Mao's Cultural Revolution in China stand as representative.
In more open societies artists often find public art useful in promoting their ideas or establishing a censorship-free means of contact with viewers. The art may be intentionally ephemeral, as in the case of temporary installations and performance pieces. Such art has a spontaneous quality. It is characteristically displayed in urban environments without the consent of authorities. In time, though, some art of this kind achieves official recognition. Examples include situations in which the line between graffiti and "guerilla" public art is blurred, such as the art of John Fekner placed on billboards, the early works of Keith Haring (executed without permission in advertising poster holders in the New York City Subway) and the current work of Banksy. The Northern Irish murals and those in Los Angeles were often responses to periods of conflict. The art provided an effective means of communication both within and beyond a distressed group within the larger society. In the long run the work proved useful in establishing dialogue and helping to bridge the social rifts that fuelled the original conflicts.

 



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